Poche ore, molti chilometri, poca distanza
Le città cambiano, il disegno della visita molto meno. A Barcellona la durata mediana della visita registrata dal GPS è di 297,5 minuti; togliendo il trasferimento da e per il terminal restano poco più di quattro ore in città.[1] A Visby i crocieristi restano in media circa 4,8 ore, a Palermo circa 3 ore e 58 minuti, a Copenaghen circa quattro ore.[2][3][6]
In quel tempo si cammina molto ma ci si allontana poco. A Visby ogni visitatore percorre in media circa 10,7 km senza andare oltre circa 2,4 km dal porto, per lo più dentro le mura.[2] A Palermo la distanza totale percorsa è in media di 13,9 km, ma la distanza massima dal punto di partenza è in media di circa 2 km.[3] A Copenaghen il percorso medio misura circa 12 km, ma tre passeggeri su quattro restano entro circa 3 km dal porto.[6] A Barcellona il punto più lontano raggiunto a piedi dista dal terminal, in mediana, circa 4,7 km.[1]
Il punto di arrivo orienta la visita
A Barcellona camminare occupa circa metà della visita, e la navetta del terminal, usata dal 71,9% dei partecipanti, fa del suo capolinea all'inizio della Rambla il punto di partenza comune.[1] I profili di camminata dipendono soprattutto da ciò che si fa durante la visita, come i mezzi usati, più che dalle caratteristiche personali.[1] Anche a Copenaghen quasi nove intervistati su dieci (circa l'87%) visitano la città per conto proprio.[6]
A Visby il gruppo con la visita più breve (in media 3,2 ore) entra in città più tardi e non raggiunge la parte settentrionale della città murata; le tracce suggeriscono che chi arriva in bus fino al centro storico passi più tempo nelle zone settentrionali, meno frequentate.[2] La tesi osserva anche che le navi arrivano di solito tra le 7 e le 9, mentre molti negozi aprono alle 10.[2]
Quando la crociera finisce
Nei porti di sbarco finale il quadro cambia con la provenienza. A Sydney, su 75 tracce seguite fino a 28 giorni, il punto più lontano raggiunto in linea d'aria è in media di circa 143 km per gli australiani di altre zone, contro circa 27 km per gli stranieri e 32 km per i residenti.[4] Tutti i passeggeri stranieri del campione passano tempo nel centro e nelle zone vicine al porto, e le loro tracce sono le più brevi (mediana 21 ore), perché molte terminano all'aeroporto.[4]
Misurare ha un costo
I dati grezzi vanno puliti: nel dataset aperto di Palermo, in media il 15% dei punti di ogni traccia risulta anomalo nello spazio e il 15% nel tempo.[3] A Visby, delle 408 tracce raccolte, ne sono state analizzate 267.[2]
Anche la partecipazione cala nel tempo: nel progetto in Tasmania, che ha seguito 472 turisti indipendenti (non crocieristi) per 4–14 giorni, ha risposto al questionario iniziale il 90,5% dei partecipanti e a quello finale solo il 28,2%.[5] Gli autori attribuiscono la riuscita soprattutto all'impostazione dello studio, dal reclutamento agli incentivi, più che alla sola tecnologia.[5]
Cosa significa per porti e città
- La scelta del punto di discesa di navette e bus orienta dove inizia, e spesso dove si concentra, la visita.
- Ombra, sedute, segnaletica e percorsi alternativi nei primi chilometri dal molo contano per visitatori e residenti.
- Nei porti di sbarco finale servono politiche diverse per stranieri e passeggeri nazionali.
Cosa non sappiamo ancora
Ogni studio riguarda una sola città e una stagione, e quasi sempre solo i crocieristi indipendenti; quello di Barcellona è stato condotto nel 2022, in una stagione post-COVID. Il lavoro su Visby è una tesi non peer-reviewed, la nota su Sydney è preliminare (75 tracce, 12 stranieri) e finanziata dall'autorità portuale del New South Wales, e lo studio sulla Tasmania non riguarda crocieristi. Le informazioni raccolte con i questionari sono dichiarate dai partecipanti.
Ogni dato rimanda, con il numero tra parentesi, allo studio originale da cui è tratto.
- Delclòs-Alió, X., Arias-Sans, A., Tavafi, F., Mejía, V., Catalán, M., Gutiérrez, A. (2025). Stepping on the beaten track? Walking behavior and profiles of cruise passengers in Barcelona. Cities, vol. 159, 105760 (Elsevier). Leggi lo studio originale ↗ Scheda studio →
- Borg, P. (2023). Segmenting cruise passengers based on their spatio-temporal similarity - an approach utilising dynamic time warping. Uppsala universitet, Kulturgeografiska institutionen (serie Uppsatser). Scheda studio →
- Ferrante, M., Perri, A., De Cantis, S., Birenboim, A., Shoval, N. (2025). Raw and pre-processed cruise passengers’ GPS tracking datasets. Data in Brief 63 (2025) 112078 (Elsevier). Scheda studio →
- Hardy, A., Vorobjovas-Pinta, O., Wells, M., Grimmer, L., Grimmer, M. (2022). Measuring cruise passenger dispersal through technology. Annals of Tourism Research 93 (2022) 103319 (Research Note). Leggi lo studio originale ↗ Scheda studio →
- Hardy, A., Hyslop, S., Booth, K., Robards, B., Aryal, J., Gretzel, U., Eccleston, R. (2017). Tracking Tourists’ Travel with Smartphone-based GPS Technology: A Methodological Discussion. Information Technology & Tourism. Leggi lo studio originale ↗ Scheda studio →
- Sciortino, C., Ferrante, M., De Cantis, S., Gyimóthy, S. (2022). Tracking cruise passengers' consumption: An analysis of the relationships between onshore mobility and expenditure. Annals of Tourism Research Empirical Insights 3 (2022) 100059 (Elsevier). Leggi lo studio originale ↗ Scheda studio →