Chi decide nello scalo
Una revisione sistematica ha trovato appena sei articoli sulla governance portuale che considerano anche le crociere, e gli autori indicano questa scarsità come il limite principale del loro lavoro.[1] Dalla letteratura emergono quattro modelli, dal grande porto gestito da un'autorità portuale con ruolo imprenditoriale al piccolo porto con ruolo passivo, passando per la gestione affidata a operatori di terminal.[1] Secondo gli autori, l'ingresso di operatori privati, incluse le compagnie, giova alla destinazione solo se si integrano attività a bordo, in porto e nelle attrazioni.[1]
Anche il manoscritto sullo «smart cruising» osserva che gli attori della filiera agiscono perlopiù ciascuno per sé, coordinandosi solo in fasi come imbarco e sbarco.[3] E il modello «Smart Cruise Destination» parte dalla constatazione che non esiste ancora un sistema che integri città, porto e nave.[2]
I dati che servono sono i più difficili da avere
Nella bozza di progetto dello spazio europeo dei dati sul turismo, su oltre 900 iniziative e fonti censite le fonti sull'impatto economico prevalgono nettamente (77,3%) su quelle sull'impatto sociale (22,3%); meno del 5% viene aggiornato più spesso di una volta al giorno, il 95,6% esce con ritardo e solo il 18,4% è consultabile da remoto.[5] Nel questionario a 201 operatori, i dati sui flussi di visitatori, quelli geografici e quelli in tempo reale figurano tra i più richiesti ma difficili da reperire.[5]
Nella rete valenciana di destinazioni intelligenti, il 96,6% delle 58 destinazioni rispondenti ha un piano strategico per il turismo, ma due su tre (67,2%) non pubblicano dati turistici aperti.[4] L'opportunità più condivisa dai responsabili è proprio una migliore gestione dei flussi e del sovraffollamento (media 6,34 su 7).[4] Le barriere più sentite sono la mancanza di risorse economiche e tecniche e la scarsa collaborazione pubblico-privato, mentre la normativa non è percepita come ostacolo.[4]
Condividere senza perdere il controllo
Citando un rapporto di un fornitore tecnologico, lo studio sullo «smart cruising» nota che in molti porti gli attori non condividono i dati necessari, per cui manca un sistema decisionale comune; come risposta richiama i sistemi di decisione collaborativa per lo scalo.[3] Gli autori del modello «Smart Cruise Destination» indicano che prima di costruire una piattaforma bisogna definire quali dati scambiare e affrontare standard, sicurezza e privacy.[2]
Le destinazioni valenciane suggeriscono una doppia via: ogni dataset disponibile sia in forma aperta sia in spazi di dati con accordi e condizioni d'uso decisi dalla destinazione.[4] La bozza europea va nella stessa direzione: va conciliata la logica degli open data delle amministrazioni con quella delle imprese, che vogliono valorizzare i dati e mantenerne il controllo; quasi metà degli operatori (47%) valuterebbe scambi di dati contro dati, senza pagamento.[5] Tra i casi d'uso proposti figurano previsioni dei momenti in cui un luogo supererà la propria capacità e cruscotti per i residenti con i livelli di congestione.[5]
Da dove partono i porti
Nel porto di Barcellona, 77 interviste interne e 12 con altri porti hanno portato a individuare 80 possibili applicazioni di un gemello digitale per l'autorità portuale.[6] Quasi tutti i porti intervistati sono ai primi passi, e secondo gli autori definire con chiarezza gli obiettivi conta più dei requisiti tecnici.[6] Autorità portuale, terminal e fornitori raccolgono dati diversi con procedure diverse, il che tende a produrre soluzioni difficili da replicare; tra i criteri per avviare un'applicazione i porti mettono al primo posto l'effetto sugli altri soggetti della comunità portuale e l'impatto ambientale.[6] Lo studio non tratta in modo specifico le crociere.[6]
Nell'analisi di cinque città-porto europee, conoscere i movimenti dei crocieristi è indicato come fattore chiave per pianificare città, trasporti e itinerari, e gli autori richiamano i vantaggi dello scambio di informazioni tra compagnie, porti e operatori.[7]
Cosa significa per porti e città
- Definire prima gli obiettivi e quali dati scambiare tra porto, città e operatori, poi la piattaforma.
- Prevedere per ogni dataset una forma aperta e una condivisa con regole d'uso, per coinvolgere anche i privati.
- Dare priorità alle applicazioni utili a più soggetti della comunità portuale e cittadina.
Cosa non sappiamo ancora
La base empirica è sottile: la revisione sulla governance poggia su sei articoli, i modelli «Smart Cruise Destination» e «smart cruising» sono concettuali e il secondo è un manoscritto in revisione basato in gran parte su fonti aziendali e di settore. I dati valenciani sono autodichiarati dai tecnici delle destinazioni, e il documento europeo è una bozza in attesa di approvazione redatta da consorzi che includono attori privati. Nessuno studio misura i benefici effettivi della condivisione dei dati negli scali crocieristici.
Ogni dato rimanda, con il numero tra parentesi, allo studio originale da cui è tratto.
- Vega-Muñoz, A., Salazar-Sepúlveda, G., Contreras-Barraza, N., Araya-Silva, L. (2021). Port Governance and Cruise Tourism. Sustainability (MDPI), 13, 4877. Leggi lo studio originale ↗ Scheda studio →
- Carciotti, S., Marin, A., Ukovich, W. (2019). Smart Cruise Destination: an innovative network governance framework. PORTUSplus – the Journal of RETE, N. 8 (Special Issue 'Governance in Port City Regions'), RETE Publisher, Venezia, ISSN 2039-6422. Leggi lo studio originale ↗ Scheda studio →
- Journal of Hospitality and Tourism Technology (manoscritto JHTT-05-2021-0155.R2) (anno n.d.). Smart Cruising: smart technology applications and their diffusion in cruise tourism.. Leggi lo studio originale ↗ Scheda studio →
- Celdrán-Bernabéu, M.A., Mazón, J.-N., Giner-Sánchez, D., Morales-García, J., Peñarrubia-Zaragoza, M.P. (2026). Smart tourism destinations as open data providers: Barriers and opportunities. Journal of Destination Marketing & Management, 40, 101065 (Elsevier). Leggi lo studio originale ↗ Scheda studio →
- Stienmetz, J., Kolomoyets, Y., Dan, D., Zekan, B., Gunter, U., Tomás, M., Arias, J., Dimova, L., Iduh, J., Ordóñez, D., Butler, T., Dorenti, B., Pol, E., Dion, O., Sanchez, V., Iglesias, D., Cases, J.-F., De Lama Sánchez, N. (2023). Blueprint and Roadmap for Deploying the European Tourism Data Space (Final Draft 3.0). Consorzi DATES e DSFT (Coordination and Support Actions per lo spazio europeo dei dati sul turismo, Programma Europa Digitale) – documento per la Commissione europea. Scheda studio →
- Saragani, C., Garrido, J., Saurí, S. (2026). Digital twin adoption in port authorities: a structured framework for use case assessment. Journal of Shipping and Trade, 11:12 (Springer Nature). Leggi lo studio originale ↗ Scheda studio →
- Andrade, M.J., Costa, J.P., Jiménez-Morales, E. (2021). Challenges for European Tourist-City-Ports: Strategies for a Sustainable Coexistence in the Cruise Post-COVID Context. Land (MDPI), 10, 1269. Leggi lo studio originale ↗ Scheda studio →