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Governance porto-città Rivista scientifica

Quattro modelli di governance per i porti crocieristici

Una revisione sistematica della letteratura, basata su un corpus molto ristretto, distingue quattro modelli di governance dei porti crocieristici, dall'autorità portuale imprenditrice all'operatore privato di terminal.

Port Governance and Cruise Tourism — Vega-Muñoz, A.; Salazar-Sepúlveda, G.; Contreras-Barraza, N. et al. · Sustainability (MDPI), 13, 4877

DoveStudio concettuale
Anno2021
FonteSustainability (MDPI), 13, 4877
Solidità del metodoMedia

La domanda

Quali modelli di governance portuale considerano esplicitamente il traffico crocieristico, i terminal e i passeggeri, e quali pattern di cooperazione, competizione e coinvolgimento degli stakeholder emergono dalla letteratura scientifica?

Il metodo

Revisione sistematica (PRISMA, criteri PICOS) con analisi scientometrica (VOSviewer) su Web of Science Core Collection; meta-analisi qualitativa di un insieme molto ristretto di articoli (n = 6, pubblicati 2017-2020).

Cosa emerge

6 articolitrovati su governance portuale e crociereLa ricerca sistematica su Web of Science ha trovato appena sei articoli sulla governance portuale che considerano anche il traffico crocieristico; gli stessi autori indicano questa scarsità come il principale limite dello studio.
4 modellidi governance dei porti crocieristiciSintetizzando la letteratura, lo studio distingue quattro modelli di governance dei porti crocieristici: A) grande porto gestito dall'autorità portuale con ruolo imprenditoriale; B) gestione da parte di un operatore internazionale di terminal (investitore/facilitatore); C) gestione da parte di un operatore di terminal (ruolo di marketing); D) piccolo porto gestito dall'autorità portuale con ruolo passivo/conservativo.
3 portiintegrati nel sistema della Baia di SurugaIl modello della Baia di Suruga (Giappone) integra tre porti prefetturali in un sistema cooperativo con funzioni complementari: logistica, sicurezza/prevenzione dei disastri e una funzione 'spark' legata a turismo, viaggi e ambiente.
  • Riprendendo uno studio precedente, gli autori osservano che i terminal crocieristici del Nord Europa, essendo più piccoli, subiscono meno pressioni rispetto a quelli mediterranei, dove le dimensioni maggiori richiedono strategie più articolate e il confronto con più attori; notano però che, contando tutti i traffici, i porti nordeuropei sono spesso più grandi.
  • L'ingresso di operatori privati, incluse le compagnie crocieristiche, nella gestione dei terminal porta verso una maggiore privatizzazione; secondo gli autori ciò giova alla destinazione solo se si integrano attività a bordo, in porto e nelle attrazioni turistiche.
  • Nella lettura degli autori, l'autorità portuale si limita a regolare e coordinare; quando assume un ruolo imprenditoriale, introduce logiche di mercato nella gestione mantenendo comunque la proprietà dello scalo.
Perché conta per porti e città

Offre una mappa sintetica dei modi in cui i porti possono organizzare la gestione del traffico crocieristico, utile per capire chi decide e chi coordina nello scalo. Sottolinea che i benefici per la città dipendono dall'integrazione tra nave, porto e attrazioni, non solo dal modello proprietario.

Limiti

Base empirica molto ridotta (6 articoli, quasi tutti di area mediterranea e con forte presenza di un singolo gruppo di autori); nessun dato primario. Analisi pre-pandemica sul piano dei modelli.

Riferimento completo e fonte

Vega-Muñoz, A., Salazar-Sepúlveda, G., Contreras-Barraza, N., Araya-Silva, L. (2021). Port Governance and Cruise Tourism. Sustainability (MDPI), 13, 4877.

Leggi lo studio originale ↗

Sintesi dell'Osservatorio ODYBOAT con parole nostre. Tabelle e figure restano degli autori.