La domanda
Qual è il livello di maturità delle destinazioni turistiche intelligenti nella pubblicazione di open data, quali barriere la ostacolano e quali opportunità ne percepiscono i responsabili?
Il metodo
Metodo misto sul caso della rete valenciana di destinazioni intelligenti: revisione della letteratura, focus group con i responsabili della rete e questionario online (scala Likert a 7 punti; Cronbach α = 0,868) somministrato tra maggio e giugno 2023, con 58 risposte; analisi descrittive, correlazioni e confronto per tipologia di destinazione.
Cosa emerge
- I rispondenti concordano fortemente sulla necessità che le amministrazioni sovracomunali partecipino alla pubblicazione dei dati turistici (media 6,09 su 7). Gli autori collegano questo risultato al fatto che gli open data turistici sono stati finora trattati su scala territoriale più ampia: tra i dati UE 'di alto valore', i flussi turistici sono previsti a livello NUTS2/NUTS3, non di singola destinazione.
- Come raccomandazione, gli autori suggeriscono che le destinazioni rendano disponibile ogni dataset in due forme: una aperta e riutilizzabile da chiunque, e una condivisa in spazi di dati con accordi specifici, restrizioni e condizioni d'uso decise dalla destinazione; in entrambi i casi nel rispetto dei principi FAIR.
- Tra le ipotesi avanzate per spiegare la scarsa diffusione degli open data, gli autori ipotizzano che gli attori non ne ignorino il valore ma ne giudichino sfavorevole il rapporto tra costi e benefici, o temano di perdere vantaggi competitivi.
Anche in una regione pioniera del modello di destinazione intelligente, due destinazioni su tre non pubblicano dati turistici aperti, e l'uso che i responsabili ritengono più promettente è proprio la gestione dei flussi e del sovraffollamento. Per porti e città costiere il messaggio è che aprire i dati richiede risorse dedicate, coordinamento sovracomunale e intese con i privati; la normativa non è percepita come l'ostacolo principale.
Limiti
Un solo caso regionale (Comunità Valenciana) con destinazioni eterogenee; dati autodichiarati dai tecnici delle destinazioni su scala Likert, che gli autori stessi indicano come poco stabile; non vengono misurati usi o benefici reali degli open data.
Celdrán-Bernabéu, M.A., Mazón, J.-N., Giner-Sánchez, D., Morales-García, J., Peñarrubia-Zaragoza, M.P. (2026). Smart tourism destinations as open data providers: Barriers and opportunities. Journal of Destination Marketing & Management, 40, 101065 (Elsevier).
Leggi lo studio originale ↗Sintesi dell'Osservatorio ODYBOAT con parole nostre. Tabelle e figure restano degli autori.