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Open data nelle destinazioni turistiche intelligenti valenciane

Il 67,2% delle destinazioni rispondenti non pubblica dati turistici aperti; secondo i loro responsabili, gli ostacoli principali sono la mancanza di budget e di competenze tecniche.

Smart tourism destinations as open data providers: Barriers and opportunities — Celdrán-Bernabéu, M.A.; Mazón, J.-N.; Giner-Sánchez, D. et al. · Journal of Destination Marketing & Management, 40, 101065 (Elsevier)

DoveComunità Valenciana
Anno2026
FonteJournal of Destination Marketing & Management, 40, 101065 (Elsevier)
Solidità del metodoAlta

La domanda

Qual è il livello di maturità delle destinazioni turistiche intelligenti nella pubblicazione di open data, quali barriere la ostacolano e quali opportunità ne percepiscono i responsabili?

Il metodo

Metodo misto sul caso della rete valenciana di destinazioni intelligenti: revisione della letteratura, focus group con i responsabili della rete e questionario online (scala Likert a 7 punti; Cronbach α = 0,868) somministrato tra maggio e giugno 2023, con 58 risposte; analisi descrittive, correlazioni e confronto per tipologia di destinazione.

Cosa emerge

42,9%dei piani strategici che includono i dati apertiTra le 58 destinazioni che hanno risposto, il 96,6% dispone di un piano strategico per il turismo; il 64,3% di queste lo usa per dare priorità alla gestione dei dati, ma meno della metà (42,9%) vi include la pubblicazione di dati aperti.
67,2%delle destinazioni rispondenti senza dati turistici apertiDue destinazioni rispondenti su tre (67,2%) non pubblicano dati turistici aperti; chi lo fa ricorre soprattutto a siti web comunali o ad altre piattaforme, e una sola usa il portale open data della città. Il legame tra avere una strategia turistica e pubblicare davvero dati aperti non risulta statisticamente significativo.
5,60 su 7mancanza di risorse, la barriera più sentitaLe barriere più sentite sono la mancanza di risorse economiche e tecniche (media 5,60 su 7), la prevalenza di piccole imprese (5,57), la scarsa conoscenza delle esigenze di chi riutilizza i dati (5,48) e la carenza di collaborazione pubblico-privato (5,33); la normativa restrittiva non è percepita come ostacolo (3,95).
6,34 su 7gestione dei flussi, l'opportunità più condivisaL'opportunità più condivisa dai responsabili è il miglioramento della gestione dei flussi turistici e del controllo del sovraffollamento (media 6,34 su 7), seguita dallo sviluppo di soluzioni intelligenti su misura (6,29); il risparmio economico è la meno sentita (5,36).
  • I rispondenti concordano fortemente sulla necessità che le amministrazioni sovracomunali partecipino alla pubblicazione dei dati turistici (media 6,09 su 7). Gli autori collegano questo risultato al fatto che gli open data turistici sono stati finora trattati su scala territoriale più ampia: tra i dati UE 'di alto valore', i flussi turistici sono previsti a livello NUTS2/NUTS3, non di singola destinazione.
  • Come raccomandazione, gli autori suggeriscono che le destinazioni rendano disponibile ogni dataset in due forme: una aperta e riutilizzabile da chiunque, e una condivisa in spazi di dati con accordi specifici, restrizioni e condizioni d'uso decise dalla destinazione; in entrambi i casi nel rispetto dei principi FAIR.
  • Tra le ipotesi avanzate per spiegare la scarsa diffusione degli open data, gli autori ipotizzano che gli attori non ne ignorino il valore ma ne giudichino sfavorevole il rapporto tra costi e benefici, o temano di perdere vantaggi competitivi.
Perché conta per porti e città

Anche in una regione pioniera del modello di destinazione intelligente, due destinazioni su tre non pubblicano dati turistici aperti, e l'uso che i responsabili ritengono più promettente è proprio la gestione dei flussi e del sovraffollamento. Per porti e città costiere il messaggio è che aprire i dati richiede risorse dedicate, coordinamento sovracomunale e intese con i privati; la normativa non è percepita come l'ostacolo principale.

Limiti

Un solo caso regionale (Comunità Valenciana) con destinazioni eterogenee; dati autodichiarati dai tecnici delle destinazioni su scala Likert, che gli autori stessi indicano come poco stabile; non vengono misurati usi o benefici reali degli open data.

Riferimento completo e fonte

Celdrán-Bernabéu, M.A., Mazón, J.-N., Giner-Sánchez, D., Morales-García, J., Peñarrubia-Zaragoza, M.P. (2026). Smart tourism destinations as open data providers: Barriers and opportunities. Journal of Destination Marketing & Management, 40, 101065 (Elsevier).

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