La concentrazione è già scritta nell'offerta
Analizzando le escursioni pubblicate sui siti delle compagnie, circa 85 su 100 prevedono a Barcellona e a Valencia una tappa nella città portuale stessa, e solo un quinto porta i passeggeri fuori città.[1] A Barcellona Ciutat Vella compare nel 58% delle escursioni cittadine e la Sagrada Família, da sola, nel 52%; a Valencia il centro storico è incluso nel 62%.[1] Fuori da Barcellona solo Montserrat supera il 12% delle escursioni.[1]
Il tempo disponibile restringe ancora la scelta: secondo rapporti citati dagli autori, i crocieristi restano a terra in media 4 ore e 20 minuti a Barcellona e 4 ore e 30 minuti a Valencia.[1] Anche lo studio su Lisbona e Livorno indica che il nodo è lo sbarco simultaneo di 2.000–4.000 persone che si muovono in aree ristrette per poche ore, più del peso complessivo dei crocieristi sui flussi turistici.[6]
Misurare la capacità di una strada
A Valencia una telecamera con conteggio automatico in una via pedonale accanto alla cattedrale traduce la capacità di carico in soglie operative: su circa 58 m² utili, 36 persone contemporaneamente sono considerate una situazione molto accettabile, 74 accettabile e 216 critica.[2] Nella giornata tipo la telecamera conta 38.436 pedoni, durante le Fallas 54.696 e nel giorno della principale festa religiosa 147.058; nelle tre giornate i superamenti delle soglie coincidono con eventi del calendario locale.[2] Lo studio non distingue tra residenti, turisti e crocieristi.[2]
Il modello INPReS definisce la pressione dei visitatori come il numero di persone per unità di tempo o di spazio rispetto alla capacità prevista del luogo: lo stesso numero pesa di più se concentrato.[3]
Che cosa percepiscono i visitatori
In un'indagine online su 582 visitatori di dieci mete mediterranee, quanto più la meta è giudicata affollata tanto minori risultano la soddisfazione e l'intenzione di tornarci e consigliarla; il legame negativo più forte con la soddisfazione è però l'impressione che il luogo sia stato adattato ai turisti.[5] Solo l'8,2% dei rispondenti era arrivato in crociera.[5] Tra i crocieristi indipendenti tracciati a Barcellona, la sensazione che alcuni luoghi fossero troppo affollati cambia in modo significativo tra profili di camminata (punteggi medi da 3,1 a 3,6 su 5), mentre la soddisfazione resta alta in tutti.[7]
Una scala di interventi
INPReS ordina cinque tipi di intervento per intensità crescente: informazione neutra, nudging e raccomandazioni, prezzo, prenotazione e, come ultima risorsa, chiusura dell'accesso.[3] Secondo il modello la sola informazione funziona solo con pressione bassa e visitatori disposti a cambiare programma; gli autori dichiarano che il quadro non è stato verificato empiricamente.[3]
Dall'analisi di cinque città-porto europee emergono tre tipi di politica: limitare gli sbarchi, come Dubrovnik con un massimo di due navi al giorno, gestire la destinazione e promuovere risorse alternative.[4] Gli stessi autori ammettono che le politiche di dispersione hanno un'efficacia limitata, perché i luoghi più celebri continuano ad attirare molta gente.[4] Lo studio su Barcellona e Valencia propone, tra l'altro, accessi contingentati o su prenotazione nei punti più congestionati e app che segnalino l'affollamento in tempo reale.[1]
Cosa significa per porti e città
- Orari e volumi degli scali sono noti in anticipo: incrociarli con il calendario degli eventi locali aiuta a prevedere i picchi.
- Lavorare con compagnie e operatori di terra sul programma delle escursioni è una leva concreta per distribuire i flussi.
- Scegliere gli interventi in modo graduale, dall'informazione alla prenotazione, e misurarne gli effetti.
Cosa non sappiamo ancora
L'analisi delle escursioni guarda solo all'offerta, non a quante persone le acquistano, e lo studio di Valencia sulle soglie riguarda una sola strada senza distinguere i crocieristi. Il modello INPReS e le strategie delle città-porto non sono stati verificati con dati, e l'indagine sulle mete mediterranee usa un campione online auto-selezionato in cui i crocieristi sono pochi. Le percezioni di affollamento sono dichiarate dagli intervistati.
Ogni dato rimanda, con il numero tra parentesi, allo studio originale da cui è tratto.
- Navarro-Ruiz, S., Casado-Díaz, A. B., Ivars-Baidal, J. (2019). Cruise tourism: the role of shore excursions in the overcrowding of cities. International Journal of Tourism Cities (ahead-of-print). Leggi lo studio originale ↗ Scheda studio →
- Viñals, M. J., Orozco Carpio, P. R., Teruel, P., Gandía-Romero, J. M. (2024). Real-Time Monitoring of Visitor Carrying Capacity in Crowded Historic Streets Through Digital Technologies. Urban Science 2024, 8, 190 (MDPI). Leggi lo studio originale ↗ Scheda studio →
- Schmücker, D., Reif, J., Horster, E., Engelhardt, D., Höftmann, N., Naschert, L., Radlmayr, C. (2023). The INPReS Intervention Escalation Framework for Avoiding Overcrowding in Tourism Destinations. Tourism and Hospitality, 4, pp. 282–292 (MDPI). Leggi lo studio originale ↗ Scheda studio →
- Andrade, M.J., Costa, J.P., Jiménez-Morales, E. (2021). Challenges for European Tourist-City-Ports: Strategies for a Sustainable Coexistence in the Cruise Post-COVID Context. Land (MDPI), 10, 1269. Leggi lo studio originale ↗ Scheda studio →
- Papadopoulou, N.M., Ribeiro, M.A., Prayag, G. (2023). Psychological Determinants of Tourist Satisfaction and Destination Loyalty: The Influence of Perceived Overcrowding and Overtourism. Journal of Travel Research, vol. 62(3), pp. 644-662 (SAGE). Leggi lo studio originale ↗ Scheda studio →
- Santos, M., Radicchi, E., Zagnoli, P. (2019). Port's Role as a Determinant of Cruise Destination Socio-Economic Sustainability. Sustainability (MDPI), 11, 4542. Leggi lo studio originale ↗ Scheda studio →
- Delclòs-Alió, X., Arias-Sans, A., Tavafi, F., Mejía, V., Catalán, M., Gutiérrez, A. (2025). Stepping on the beaten track? Walking behavior and profiles of cruise passengers in Barcelona. Cities, vol. 159, 105760 (Elsevier). Leggi lo studio originale ↗ Scheda studio →