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Sovraffollamento Rivista scientifica

Una scala di interventi contro il sovraffollamento

Il modello, non ancora verificato sul campo, ordina cinque tipi di intervento, dall'informazione alla chiusura degli accessi, secondo la pressione dei visitatori e la loro disponibilità a cambiare piani.

The INPReS Intervention Escalation Framework for Avoiding Overcrowding in Tourism Destinations — Schmücker, D.; Reif, J.; Horster, E. et al. · Tourism and Hospitality, 4, pp. 282–292 (MDPI)

DoveStudio concettuale
Anno2023
FonteTourism and Hospitality, 4, pp. 282–292 (MDPI)
Solidità del metodoMedia

La domanda

Quali interventi può usare un ente di gestione della destinazione per evitare il sovraffollamento, e come sceglierli in base alla pressione dei visitori e alla loro disponibilità a cambiare comportamento?

Il metodo

Articolo concettuale: rassegna della letteratura su enti di gestione delle destinazioni, destinazioni smart, nudging e sistemi di raccomandazione, e proposta di un quadro a due assi (pressione dei visitatori e reattività dei visitatori) derivato da progetti di ricerca applicata; nessuna validazione empirica.

Cosa emerge

  • Il modello dispone cinque tipi di intervento in ordine di intensità crescente: informazione neutra, spinte gentili (nudging) e raccomandazioni, leva del prezzo, prenotazione e, come ultima risorsa d'emergenza, chiusura dell'accesso.
  • Gli autori definiscono la pressione dei visitatori come il numero di persone per unità di tempo o di spazio, rapportato alla capacità prevista del luogo; ne segue che lo stesso numero di visitatori pesa di più se si concentra in poco tempo o in poco spazio.
  • Secondo il modello, la sola informazione, anche sull'affollamento in tempo reale, ha effetto solo se i visitatori sono molto disposti a cambiare programma e la pressione è bassa; quando la pressione è alta e la disponibilità scarsa si passa a nudging e raccomandazioni, e poi a misure più incisive.
  • La prenotazione viene presentata come potenzialmente molto efficace, perché entra solo chi ha prenotato, ma richiede sistemi fisici di controllo degli accessi e piattaforme digitali; gli autori ipotizzano che, dopo tre anni di pandemia, la maggior parte dei visitatori sia abituata a queste procedure.
  • Tra gli esempi di strumenti digitali in uso, gli autori citano un'app di Dubrovnik che prevede il numero di turisti usando anche gli arrivi di crocieristi, e un'app di Palma di Maiorca pensata per distribuire i crocieristi sfruttando i dati della rete Wi-Fi del porto e della città.
  • Gli autori dichiarano che il modello non poggia su valutazioni empiriche, perché queste mancano, e lo propongono come guida per valutazioni future; osservano anche che non esiste ancora un sistema di raccomandazione basato su dati di sensori sull'affollamento dei luoghi di interesse.
Perché conta per porti e città

Per le città che ricevono picchi di crocieristi, il modello propone una scala graduale di risposte, dall'informazione alla prenotazione, da scegliere secondo l'intensità della pressione e la disponibilità dei visitatori a modificare i propri piani. Può aiutare a impostare politiche coerenti prima di arrivare a chiusure d'emergenza, tenendo presente che l'efficacia dei singoli interventi non è ancora stata verificata.

Limiti

Puramente concettuale e non validato empiricamente; non tratta specificamente le crociere (citate solo negli esempi) e la reattività dei visitatori resta difficile da misurare.

Riferimento completo e fonte

Schmücker, D., Reif, J., Horster, E., Engelhardt, D., Höftmann, N., Naschert, L., Radlmayr, C. (2023). The INPReS Intervention Escalation Framework for Avoiding Overcrowding in Tourism Destinations. Tourism and Hospitality, 4, pp. 282–292 (MDPI).

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Sintesi dell'Osservatorio ODYBOAT con parole nostre. Tabelle e figure restano degli autori.