La distanza dal centro
Nella Spagna mediterranea il terminal crociere dista dal centro storico 2,4 km a Malaga, 3,6 km a Barcellona e 3,7 km a Palma, distanze che gli autori considerano percorribili a piedi da persone attive; Valencia è il caso più lontano, con 5,3 km.[1] A Barcellona la navetta del terminal è il mezzo principale per raggiungere la città, usato dal 71,9% dei partecipanti allo studio GPS.[6]
All'estremo opposto, il porto di Phu My si trova a 65 km da Ho Chi Minh City: secondo gli operatori intervistati, nelle ore di punta l'autostrada comporta ritardi medi di 45–60 minuti e andata e ritorno possono richiedere fino a tre ore.[5] Un operatore racconta che, arrivati dal porto di Hiep Phuoc, c'è tempo appena per due soste.[5]
Il peso sul traffico: piccolo in media, forte nei picchi
Con un'ipotesi di 2,7 spostamenti giornalieri per crocierista, a Barcellona i viaggi stimati dei crocieristi valgono circa lo 0,35% della mobilità metropolitana quotidiana, con il trasporto pubblico al 25,1% degli spostamenti; a Palma salgono all'1,18%, dove il trasporto pubblico copre solo il 7,2%.[1] Gli autori avvertono però che i picchi calcolati dalle medie mensili sono inferiori al reale: a Malaga, secondo uno studio precedente, arrivano a circa il triplo della media, fino a 10.000 crocieristi in un giorno.[1]
In cinque città sudamericane, dati di navigazione e posizione delle navi per tutto il 2019 indicano che ogni nave che arriva o parte è associata in media a circa il 12% di congestione in più entro 2 km dal terminal; a Cartagena, con almeno una nave in porto, il ritardo cresce di quasi il 50%.[2] Il 91% delle navi attracca prima di mezzogiorno e l'81% riparte dopo le 15.[2] A Callao, con il terminal a circa 15 km dal centro di Lima, non emerge una differenza significativa.[2]
Il trasporto pubblico oltre la città portuale
Su 117 itinerari possibili dal terminal ai siti UNESCO entro 150 km in 17 porti mediterranei, i tempi stimati indicano che entro due ore si raggiunge il 95,73% dei siti con mezzi diretti, ma solo il 54,70% con i mezzi pubblici.[3] Solo il 37,61% degli itinerari pubblici è semplice, con un solo mezzo oltre ai tratti a piedi, e appena l'11,97% è semplice e dura al massimo un'ora.[3] Il treno è il primo o unico mezzo nel 78,63% degli itinerari, e nella simulazione degli autori coprire in bicicletta i tratti iniziali e finali più lunghi porterebbe i siti raggiungibili entro due ore al 74,36%.[3]
Informare prima che si scelga
Tutte le città spagnole esaminate hanno un piano urbano della mobilità sostenibile, e l'intervento più frequente è migliorare i collegamenti pedonali tra porto e centro storico.[1] A Trieste, dove nel 2019 circa un turista su cinque era un crocierista, il progetto europeo CIVITAS PORTIS ha collocato una stazione di bike sharing con biciclette elettriche di fronte al molo e un'app con sette itinerari tematici in partenza dalla stazione marittima.[4] Gli obiettivi (un aumento del 3% della quota del trasporto pubblico e il raddoppio dell'uso della bici) non sono stati misurati, anche perché nel 2020 non sono arrivati crocieristi; il documento segnala inoltre che i pacchetti «tutto compreso» di agenzie e compagnie rendono difficile orientare per tempo i passeggeri.[4]
A Ho Chi Minh City gli intervistati segnalano cartelli solo in vietnamita e la frammentazione delle competenze tra autorità portuali, operatori e amministrazione locale; gli autori suggeriscono comitati tra enti dedicati alle crociere.[5]
Cosa significa per porti e città
- Coordinare con il porto gli orari degli sbarchi per evitare che il picco coincida con l'ora di punta cittadina.
- Navette terminal-stazione, informazioni precise sui tempi di viaggio e collegamenti pedonali rendono il trasporto pubblico un'alternativa credibile.
- Dove il terminal è lontano, avvicinare l'offerta al porto e curare segnaletica e informazioni in più lingue.
Cosa non sappiamo ancora
Gli spostamenti dei crocieristi in Spagna sono stimati con un parametro unico e i tempi nel Mediterraneo sono simulati con Google Maps su dati 2015, senza osservare il comportamento reale. Lo studio sudamericano non conosce il numero di passeggeri per nave, e i tempi di Ho Chi Minh City sono riferiti dagli operatori, non misurati. La scheda su Trieste è un documento di progetto senza valutazione d'impatto.
Ogni dato rimanda, con il numero tra parentesi, allo studio originale da cui è tratto.
- Grindlay, A. L., Martínez-Hornos, S. (2022). Cruise ships and urban mobility in mediterranean Spain. International Journal of Transport Development and Integration, Vol. 6, No. 1, pp. 12–24 (WIT Press). Leggi lo studio originale ↗ Scheda studio →
- Calatayud, A., Sánchez González, S., Marquez, J. M. (2022). Using big data to estimate the impact of cruise activity on congestion in port cities. Maritime Economics & Logistics (2022) 24:566–583 (Springer Nature). Leggi lo studio originale ↗ Scheda studio →
- Perea-Medina, B., Rosa-Jiménez, C., Andrade, M. J. (anno n.d.). Potential of public transport in the regionalization of the main cruise destinations in the Mediterranean. Leggi lo studio originale ↗ Scheda studio →
- CIVITAS PORTIS consortium (anno n.d.). Mobility Measure: Sustainable Mobility Modes for Cruise Passengers (Trieste) – CIVITAS PORTIS Transferability. Insights into the implementation of smart mobility measures. CIVITAS PORTIS consortium (progetto Horizon 2020, grant agreement No 690713). Leggi lo studio originale ↗ Scheda studio →
- Tran, T. T., Nguyen, P. H., Mohamad, B., Nguyen, T. K. T., Nguyen, T. L. C., Le, T. H. (2025). Port-city mobility challenges in Ho Chi Minh City: cruise tourism infrastructure, stakeholder governance, and sustainable urban transitions. Frontiers in Sustainable Cities, 7:1679677. Leggi lo studio originale ↗ Scheda studio →
- Delclòs-Alió, X., Arias-Sans, A., Tavafi, F., Mejía, V., Catalán, M., Gutiérrez, A. (2025). Stepping on the beaten track? Walking behavior and profiles of cruise passengers in Barcelona. Cities, vol. 159, 105760 (Elsevier). Leggi lo studio originale ↗ Scheda studio →