La domanda
Come le compagnie progettano itinerari e dispiegano le navi nei due principali mercati (Caraibi e Mediterraneo), e cosa implica il fatto che vendano itinerari più che destinazioni per il ruolo dei porti di scalo?
Il metodo
Analisi geografica descrittiva basata su due banche dati: i dati dell'amministrazione marittima USA su tutte le crociere che toccano porti americani (34.663 crociere, 2004-2011) e un dataset commerciale che traccia circa il 90% della flotta mondiale con porti di scalo e passeggeri; esempi di dispiegamento di singole navi e proposta di una tipologia funzionale dei porti.
Cosa emerge
- La rapida crescita delle crociere nel Mediterraneo ha prodotto congestione sia alle banchine sia nei quartieri turistici vicini, soprattutto a Santorini, Venezia e Dubrovnik; anche porti di imbarco come Civitavecchia e Barcellona faticano a reggere l'aumento.
- Secondo gli autori, regole ambientali molto rigide per navi e terminal nelle aree urbane potrebbero indurre le compagnie a scalare o costruire terminal in zone meno abitate, allungando i trasferimenti via terra verso città e siti storici.
- Gli autori propongono tre tipi di porto: 'destinazione', dove la città è la meta e le escursioni fuori sono poche (es. Venezia, Barcellona); 'porta d'accesso', senza grandi attrattive proprie ma al servizio di una meta vicina (es. Civitavecchia per Roma, Livorno); 'bilanciato', che è insieme meta e punto di partenza per escursioni (es. Pireo, Lisbona).
Lo studio sottolinea che per le compagnie il porto è una tappa sostituibile di un itinerario progettato da loro: soste brevi e spesa a terra contenuta limitano ciò che una città può ricavare da uno scalo. La distinzione fra porto destinazione, porta d'accesso e bilanciato aiuta porti e territori a scegliere se puntare sulla città, sull'entroterra o su entrambi, e a gestire la congestione dei luoghi più richiesti. I dati risalgono al 2004-2011.
Limiti
Analisi descrittiva basata in gran parte su dati di settore e rapporti di associazioni di categoria (2009-2012), con molte cifre riprese da fonti secondarie; non misura flussi a terra né effetti sulle città. Dati ormai datati.
Rodrigue, J.-P., Notteboom, T. (2013). The geography of cruises: Itineraries, not destinations. Applied Geography, 38, pp. 31–42 (Elsevier).
Leggi lo studio originale ↗Sintesi dell'Osservatorio ODYBOAT con parole nostre. Tabelle e figure restano degli autori.